16.11.07

Interassi

Stasera mi sento peculiarmente disordinata, per questo ho deciso di sedermi qui e scrivere seguendo un istinto che spesso ignoro, qui, altrove, convinta da un consueto pudore che esistano argomenti d'interesse, ed argomenti no; per esempio, l'altro giorno sono andata all'ultima puntata di Silence, il festival di musica acusmatica i cui manifesti per il secondo anno consecutivo ho visto affissi al Politecnico, ma l'anno scorso non ero riuscita ad andarci, insomma lo fanno sempre intorno al mio compleanno. Oh, il mio compleanno, mi sarei aspettata un ricambio maggiore di affetto, ma evidentemente non è annata; le locandine di Silence, dicevo, che figa quella di questa edizione, ho stretto pure la mano al tipo che l'ha fatta e adesso fa bella mostra di sè in camera. Non il tipo, la locandina.E quindi, la musica acusmatica. Senz'altro un argomento d'interesse, sì, senz'altro. Come del resto se vi parlassi di che cosa ha detto Francesco dal Co in Casabella 758 a proposito della nuova biblioteca di Toyo Ito a Tokio, citando l'aforisma 24 del Crepuscolo degli idoli. Ma è che oggi sono andata in un negozio, ho chiesto se qualcuno avesse, pietà, una camicia bianca - insomma non volevo poi tanto, una camicia bianca, una camicia bianca è amica... - e quella ha fatto quella cosa che tutte le donne odiano. Prima con aria indifferente mi ha chiesto «che taglia?», e poi, quando le ho risposto, l'affronto: in quel millisecondo strafottuto mi ha scrutata tutta, porca miseria. Che fai, non ci credi? Se ti ho detto quaranta vuol dire quaranta brutta stronza, secondo te mi prendo le cose più strette per far bella figura con te? No dico, c'ho ventitré anni, conoscerò il mio corpo, certo non siamo amici ma ci siamo frequentati per un bel pezzo, poi vabé, io non l'ho più cercato, lui mi ha mandata a culo e culo ha detto «beh?», insomma lunga storia, storia travagliata, la nostra, una brutta storia.
Poi non so, ieri notte non ho dormito quasi niente, avevo mal di schiena. Ho anche comprato una cravatta per festeggiare, e ciò senz'altro mi va molto indie-tro nel tempo a Marlene Dietrich, che per arrivar da lei lo dice il nome stesso che devi tornare in dietrich, quando ancora faceva scandalo per le cravatte, ma poi a conti fatti mi sa che indecisa lo era sul serio, mah, cazzi suoi. Poi niente, così, le cose. Io, l'architettura, sapete, roba del genere, roba di quelle che non sai mai, gliene frega a qualcuno, oppure no, insomma me lo chiedo, ecco, mica come quelli che ogni parola pare cachino oro, certo qualcuno ci riesce, e credo faccia malino, oddio, è tutta una quesione di ordini di grandezza e del resto pure una pagliuzza pagliuzzetta lo nobiliterebbe un mucchietto di merda, o no? No, dice il contadino, c'è oro e oro e c'è merda e merda e i contadini, è noto, sanno quello che dicono, e siccome sanno molto parlano poco, c'è pure un proverbio swahili, com'era?, bah, quante cose dimentico, sempre dimentico / che non ho ali per volare, ma questo non fa certo di me un contadino, e quindi ecco gli sproloqui, ecco tutto, eccomi qui, ed eccoci anche voi.

3 commenti:

TheLegs ha detto...

Ma... ma... 'sto commento?! :O

Comunque Silence l'ho visto l'anno scorso e non son riuscito quest'anno. Quando ci becchiamo confrontiamo le esperienze allora! :)

Mozzylla ha detto...

Wow.
Da leggere tutto senza fiato.

Jack Frusciante ha detto...

inter-detto interr-rompo il tuo inter-nato per sposare la causa della scrittura bop stile Kerouac che ti ispira di recente, e per lanciare un urlo, piccolo, di approvazione dalla quinta fila, la migliore - così ti spingi magari un po' oltre. Si sa i bravi musici vanno incoraggiati. La cartola è bella ma il manifesto è meglio ;-) l'avevo puntato anch'io, all'ingresso c'era, quando sono uscito non più. Amen. Belizzimo. Sto approfondendo il ruolo dell'interprete, ti farò sapere... Temo di aver visto sia camicia che cravatta (bella, ti ha detto Michele), mi sbaglio ? fà un po' anni 60, il tuo stile in effetti. Dai, ancora, ancora... ti leggo