5.12.05

Mitologie personali

Sono d'accordo, la piega che questo blog sta prendendo è di una noia mortale. D'altra parte comincio ad odiarlo io stessa :D Giusto, devo farne qualcosa di socialmente utile, sennò che senso ha... Però non vi aspettate che ci lavori più di tanto. Diavolo, ho già un bel po' di cose da fare, io! Va bene allora, se D'artagnan mi suggerisce di diffondere conoscenza, conoscenza sia. Ma, come dicevo di recente,
tutt'altro che Costanza potreste chiamarmi... Dunque, vediamo, da dove possiamo cominciare...


Bene, è un periodo in cui sono alla disperata ricerca della bellezza. Gioco all’apprendista esteta, per dir così. E questa antica signora mi sembra, adesso, di poterla trovare ricercando tra gli usi vari che l’uomo fa del proprio corpo e tra i significati subcoscienti che attribuisce al proprio viso.
Banale, forse. Sta di fatto che è da quando ho memoria che vengo irrazionalmente e compulsivamente affascinata dai feticci e dalle repliche che gli uomini producono di se stessi. Maschere, bambole, idoli materiali di divinità pseudoantropomorfe, modificazioni ascetiche o puramente decorative del corpo hanno, ai miei occhi, tutti lo stesso significato psicologico. Un significato che ancora mi sfugge e, proprio per questo, incuriosisce, e profondamente turba, e sensualmente conquista.

Ma tornando a noi: ecco a cosa può servire questo maledetto blog. Posso rendere pubbliche le mie scoperte e le mie teorie riguardo la bellezza e, ovviamente, riguardo tutto il resto, in funzione di che mi passi per la testa al momento giusto. In effetti, per qualche strana ragione che stento ad afferrare, qualsiasi cosa venga in contatto con me nel bene e (troppo spesso) nel male, presto o tardi assume i caratteri del disturbo cronico.

Eccoci qui, allora! Possiamo anche dire che questo strano posto inesistente comincia a funzionare solo oggi. Vediamo dove ci porta.
Buon viaggio, dunque, a chiunque avrà voglia di seguirmi [ma sei davvero sicura di essere in grado di portarlo da qualche parte?].

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