11.1.09

Just a perfect day, you made me forget myself.

Non credete anche voi che periodicamente ci siano degli eventi che agiscono sulla nostra vita, per così dire, da chiarificatori? Nel senso che prima di essi è tutto magmatico, indistinto, un brodo tra il primordiale e il postapocalittico in cui sono disciolte tutte le vostre vecchie certezze e speranze, e dopo ogni cosa sembra tornare al proprio posto galleggiando, come se una incorporea Mary Poppins ci stesse lavorando su lentamente?

Insomma, un po' come quando, presi da un globale sconforto per la propria funzione nel mondo, convinti di aver sbagliato ogni cosa e di essere destinati ad un futuro inutile se non dannoso a sè stessi e alla collettività, ci si abbandona alla lettura di un Chatwin e vi si trova dentro una citazione di Marshall McLuhan.
Mi rendo conto che la cosa possa non significare granché per la maggior parte di voi, ma per me è stato un fulmine a ciel sereno. È come se Bruce Chatwin avesse voluto dirmi: «seguila, è la strada giusta! Puoi essere come loro ed anche essere come me». E se lo dice Bruce, dev'essere senz'altro vero.

E poi ho finito il saggio e il romanzo che stavo leggendo, e ho comprato un altro saggio, e un altro romanzo, e presto finiranno anche quelli, e ne verranno di nuovi.
E ho rivisto le mie tre assurde compagne della nostra tristissima fine d'infanzia: l'astronauta è diventata una psicologa, la cantante una restauratrice, la stilista una giovane madre... ed io, che non sapevo cos'ero allora, oggi non so cosa sarò: ma è perché voglio che sia una sorpresa, che lo sia soprattutto per me.

E una grossa sfida imminente, e un'inesauribile passione, e un gran ribollire politico, e infine chissà, qualche interessante possibilità alle porte.

Così è iniziato il mio nuovo gennaio, così intendo vestirmene. Le tinte cupe di sfondo, il resto sotto la luce.


1 commento:

aldievel ha detto...

Dai Maat! Sono sicuro che andrà tutto per il meglio!

Buon inizio d'anno!