23.4.06

Contromano

E se la strada giusta davvero non fosse questa?

Ho addosso la sensazione untuosa che ci sia qualcosa di profondamente sbagliato in tutto ciò che faccio.

Cosa sarebbe successo se Leonardo fosse diventato aiutante fornaio?
Se Mozart avesse studiato legge?
Se Michelangelo avesse aperto un'osteria?
Se Valentino Rossi si fosse dato all'informatica?
Se Charlie Chaplin fosse diventato uno spazzacamino?
Se Neftalì Ricardo Reyes fosse restato un semplice diplomatico?

Non tutti quelli che hanno regalato qualcosa di importante al mondo erano degli irripetibili geni. Io credo che ognuno abbia il suo giusto posto, che al suo giusto posto possa fare qualcosa di grande e che il problema sia solo quello di capire dove bisogna andare.

Certe volte credo che il posto giusto per me non sia quello che tanto affannosamente sto lavorando per costruirmi.

E se la strada giusta davvero non fosse questa?

5 commenti:

_.-*~+The_Seafarer_.-*~+. ha detto...

Quando mi mettevano già il Nobel in mano io ero felice.

Io non sono felice da anni.

Si chiederanno mai "e se Rossella avesse scelto di aprire un coiffeur..."?

Si chiederanno mai "e se Nicola Fulvio
avesse scelto di studiare Fisica..."?

A te la scelta.

Maat ha detto...

Vero, la scelta.

E la felicità, poi, o meglio: la completezza. Per me, irraggiungibile.

E tu, maledetto, come puoi darti per Nobel mancato a ventun'anni (ventidue?)?!

Ma vafatìg, che in lingua swahili non è un insulto volgare, bensì sìgnifica "và, e svolgi con dovizia le mansioni cui sei destinato".

Basta darsi per vinto. Hai tutto il tempo che ti serve, e anche il soverchio.

Baci e auguri per la vita...

Stefania ha detto...

Ahi . Tasto dolente . Ahi .

Domanda che quotidinamente apre le giornate e permette ai miei bright eyes d'aprirsi con cautela al cielo .
Un posto ? Ed io quando avrei firmato per un posto, francamente ? Uhm , non ricordo .

Escludendo la possibilità riguardo alla volontà , alla decisione da noi subita nel momento in cui siamo venuti al mondo ... io non credo debba esserci un posto ,o meglio , rifiuto lo schematismo .

Che poi il posto , può proprio risiedere nel continuo interrogarsi , nel girovagare insultando brilli l'universo e le vignette perpetue ... un posto ?

Dubium iniutium sapientiae est , sieditici pure ... vado a prenderti un pò d'acqua .

Ti bacio,
S.

Maat ha detto...

E ti dirò che questa risposta mi piace.
In effetti però, non è che avessi nella testa schematismi di sorta, quando elucubravo su tutto ciò. Semplicemente, per farla forse più banale di quanto in realtà non sia, vorrei davvero scoprire di avere le facoltà per lasciare a chi verrà dopo di me (o chissenefrega a chi altro, insomma per lasciare punto e basta, o anche solo per godere io stessa di) qualcosa di diverso.

Un concetto di diversità del tutto personale, ovviamente.

Chissà.
Tutto è così difficile.

Ismail ha detto...

E se io invece di essere Ismaele fossi stato un giovane professionista, munito di camicia da 80 euro e con tanto di partita Iva o contratto a tempo determinato???

Non so cosa sono ora, non so cosa sarò domani...
E, ti dirò, mia cara, non ho neanche volgia di saperlo.
Vivo, mangio, sudo e faccio l'amore almeno 3 volte al dì.
Cosi mi ha detto il dottore. E io ho il rispetto per la scienza.
;-)

E se Stefania fosse diventata la cantante dei Garbage???
E se Nicola, il commesso di Banana Moon???
E Maat una dell'ArcoBasso che fa cappelletti da mattina a sera???

Mondi indecifrabili all'orizzonte!!!!

Shendet,
Ismail.